Appagato sul Cuel de la Bareta
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Il Jôf del Montasio dalla Cima del Cuel de la Bareta

 
 
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Montagne del Friuli© 2004
 
 
Realizzato da Giuseppe Viviani
Pubblicato     il: 22-02-04
Aggiornato   il: 14-10-08


Note Storiche

Agli inizi del XX secolo, Dogna era il primo paese del Regno d’Italia per chi entrava dall’Impero Austroungarico
I comandi militari italiani capirono l’importanza di dover difendere le cime della val Dogna e fecero costruire al posto delle mulattiere di fondovalle una strada (1914 -1915) che, ultimata, risultò essere un’opera di grande e moderna ingegneria  con manufatti, in parte ancora esistenti che comprendevano: gallerie, ricoveri per truppe, piazzole di sosta ed una teleferica a supporto del rifornimento truppe che partiva dall’abitato di Chiout mt. 838 e, salendo fino a Cuel de la Bareta mt. 1522, scendeva sulla statale in località Cadramazzo in comune di Chiusaforte.
Di grande interesse storico è il complesso di postazioni sotterranee ancora ben conservato che trafora il monte e che può essere visitato entrando dalla galleria poco sotto la cima.

 
Alpi Giulie - Cuel de la Bareta - Gruppo del Cimon - m1522
9 Ottobre 2007
 

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Patoc - Inizio Trekking

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Nei pressi della Forca Galandin m 1222

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L'entrata della galleria poco sotto la cima.

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Montasio e Monte Cimone

Patoc - Cuel de la Bareta - Patoc

  • Patoc (772 metri)
  • Incrocio sent. n° 621 (1150 metri)
  • Forca Galandin (1222 metri)
  • Cuel de la Bareta (1522 metri)
  • Patoc  (772 metri)
  • Raggiunto il paese di Chiusaforte (Udine), si prende la strada che  risale la Val Raccolana oltrepassando la galleria per  imboccare al successivo ponte la deviazione che sale a Patoc.
    Dopo una lunga serie di stretti tornanti, si raggiunge l'abitato di Patoc qt 772 (comodo parcheggio).
    L'escursione inizia prendendo il sent. n° 620 che si inoltra subito nella boscaglia di pino nero. La mulattiera inizia ora a salire con regolari svolte, sfiorando nei tornanti più orientali il profondo canalone del rio Sbrici.

    Raggiunto l'incrocio con il sent. n° 621 della Via Alta proveniente dall'Altopiano del Montasio qt. 1150 si prosegue verso sinistra. Ora il percorso è in leggera salita e si fa più morbido e piacevole.

    Il percorso prosegue costeggiando ripidissimi fianchi rocciosi fino ad arrivare alla forca Galandin (m 1222). Bellissima la visuale sulle gole franose che scendono negli opposti versanti della forcella e sulle ripidissime pareti rocciose del monte Sflamburg.

    Il sentiero prosegue superando alcuni impluvi su terreno roccioso e friabile (per l'esposizione è sconsigliato percorrere questo tratto in presenza di ghiaccio o neve dura) fino ad arrivare nei pressi della gola del rio Fontanis. Questo tratto di mulattiera va percorso con molta prudenza giacché è in gran parte franato (cavo metallico). Oltrepassato un vecchio ricovero è presente un nuovo cavo che ci aiuta a superare una cengia friabile.

    Superato questo ultimo tratto il sentiero si fa più facile e ci porta al bivio con il sent. 619 che sale da Cadramazzo.
    Si prosegue in salita con regolari tornanti che portano sul  Cuel de la Bareta prestando attenzione a non prendere il sentiero 619 che scende in Val Dogna, (non percorribile) continuando in salita verso sinistra (piccolo segnale su un albero) fino a raggiungere una vecchia postazione militare.
    A breve si e in vista della cima del Cuel de la Bareta qt 1522.

     
    Tabella Descrittiva
    Ubicazione: Alpi Giulie - Gruppo del Cimon
    Punto di Partenza: Patoc 772 metri
    Punto di Arrivo: Cuel de la Bareta 1522 metri
    Sentieri: 620, 619
    Dislivello: 900 metri
    Difficoltà:  
    Periodo: Ottobre 2007
    Carta: Tabacco n° 18
    Equipaggiamento: Normale di montagna